L’Accademia Italiana di Permacultura ed il Festival di Permacultura di Bolsena

presentano la prima

Convergenza Europea di Permacultura (EUPC) in Italia

Dal 7 all’11 Settembre 2016 a Bolsena (VT)
ci saranno incontri, dibattiti, workshop, eventi e manifestazioni
con partecipanti e relatori provenienti da tutta Europa e altri paesi non europei.

Il tema dell’EUPC 2016 è “Permaculture: A Living Community”,
per 5 giorni di apprendimento e divertimento nella splendida Bolsena.

 

Visitate il sito seguente per info sul programma attività culturali del territorio e altro:

http://www.festivalpermacultura.com/

Scarica il Radiogiornale, giornale cartaceo ed in PDF di Montefiascone
che contiene il Programma completo e la Mappa dell’EUPC

Permacultura ed EUPC

In un’epoca caratterizzata dall’impoverimento delle risorse naturali causato dallo sviluppo umano, diventa cruciale creare un approccio integrato di gestione delle risorse in grado di conciliare elemento naturale ed elemento antropico.

All’interno del movimento ecologista la Permacultura è un sistema dal basso all’alto (bottom-up), di gestione del paesaggio antropizzato in grado di soddisfare bisogni primari dell’uomo con la finalità di preservare la ricchezza e la resilienza degli ecosistemi naturali. Infatti, inizialmente concepita come insieme di pratiche agronomiche orientate al mantenimento naturale della fertilità del terreno, la Permacultura si sviluppa successivamente come sistema integrato di progettazione comprendente anche tematiche proprie dell’architettura, dell’economia, dell’ecologia, della sociologia e dei sistemi giuridici per le imprese e le comunità.

“Una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile ed un’etica dell’uso della terra”: è in questa frase di Bill Mollison (1928), scienziato e naturalista australiano, ritenuto il padre della Permacultura insieme all’agronomo David Holgrem (1955 – ), che si riassume la filosofia della Permacultura.

Elaborati alla fine degli anni ’70, i principi della Permacultura sono stati implementati a partire dagli anni ’80, portando alla creazione di edifici e realtà urbanistiche basati su tali principi e di comunità epistemiche che curano la preservazione e l’approfondimento di essi in tutti i cinque continenti.

L’European Permaculture Convergence (EUPC) è un ciclo di convegni che si svolge ogni due anni, durante il quale gli esperti di Permacultura da tutta Europa condividono i loro saperi, esperienze, metodologie e progetti in Permacultura e materie ad essa correlate.

L’EUPC si svolge ogni due anni (anni pari) ed ha una durata di 5/6 giorni di cui generalmente i primi 3/4 giorni dedicati specificatamente alla Convergenza e l’ultimo giorno dedicato al Festival. Durante la Convergenza i permacultori del paese ospite organizzano in parallelo numerosi eventi come conferenze, workshops, comunicazioni brevi, storytelling, laboratori pratici, spettacoli con musica e danze, tutto ovviamente nel rispetto dell’etica e dei principi della Permacultura.

Ogni paese europeo può ospitare l’EUPC attraverso le proprie associazioni o gruppi di permacultori previa domanda al Consiglio di Permacultura (www.permaculturecouncil.eu) organismo che dal 1992 ha organizzato 12 Convegni EUPC.

Anno Luogo Titolo Report
1992 Germania EUPC 1
1994 Regno Unito EUPC 2
1996 Prinzhofte, Germania EUPC 3
1998 Slovenia EUPC 4
2000 Repubblica Ceca EUPC 5
2002 Repubblica Slovacca EUPC 6
2004 Repubblica Ceca EUPC 7
2006 Brno, Repubblica Ceca EUPC 8
2008 Hostetin, Repubblica Ceca EUPC 9
2010 Nethen, Belgio EUPC 10 report
2012 Eschenrode, Germania EUPC 11
2014 Lago Batak, Bulgaria EUPC 12

La prossima Convergenza Europea di Permacultura, l’EUPC si svolgerà a Bolsena. Tutta la città sarà “contaminata” dalle inziative organizzate in sinergia dall’Accademia e dal gruppo territorio. Conferenze e laboratori inerenti la Permacultura, attività culturali, performance, musica, settore “healing/benessere” e altro ancora animerà questa bella città, che in 5 giorni diventerà la capitale europea della Permacultura.

Nel corso della riunione tenutasi il 3 giugno 2015 a Firenze, alla quale hanno partecipato tutti gli aderenti al progetto EUPC, “Permaculture: A Living Community” è stato scelto come titolo e tema principale dell’EUPC del 2016.

La scelta di Bolsena come location dell’evento risulta essere appropriata in quanto l’area costituisce fin dall’epoca degli Etruschi un mirabile esempio di simbiosi tra uomo e natura resa possibile da una calibrazione dell’intervento umano mirante a una fusione con la natura e a non produrre esternalità negativamente impattanti sull’ambiente.

Permaculture: A Living Community

Il tema dell’EUPC 2016 è “Permaculture: A Living Community”.

Le Parole Chiave dell’evento saranno:

·      Principi Etici
·      Essere/Vivere
·      Comunità Esistente
·      Progettazione del Presente

Saranno invitati numerosi relatori che condivideranno con un ampio pubblico la loro esperienza in materia di Permacultura. Tali relatori illustreranno le essenziali linee di pensiero della Permacultura, l’impatto degli interventi umani sui sistemi viventi, l’ “economia sacra” e la pratica del dono, la figura del community builder, lo stile di vita dei permacultori italiani, siano essi cultori della materia oppure appassionati di Permacultura che tuttavia non hanno la formazione canonica .

Inoltre verranno organizzate numerose attività che consentiranno di “creare comunità” (e.g. laboratori artigianali, laboratori di archeologia, laboratori di restauro, battute di pesca nel lago, danze e musiche popolari, circhi per bambini etc.).

L’organizzazione dell’evento si nutre delle precedenti esperienze di EUPC: l’edizione 2016 trae anche ispirazione dall’International Permaculture Convergence che ha avuto luogo a Londra a Settembre 2015.

Cos’è la Permacultura?

“Una cultura umana non può sopravvivere a lungo senza la base di un’agricoltura sostenibile e una gestione etica della terra” (Mollison, 1974)

Questa frase di Bill Mollison riassume l’essenza della Permacultura: un approccio integrato alla gestione delle risorse che coinvolge una molteplicità di discipline e tecniche dall’agricoltura all’architettura, urbanistica, biologia, selvicoltura e zootecnia e che abbia come finalità quelli di creare paesaggi antropizzati in grado di soddisfare i bisogni primari della popolazione.

Il metodo della Permacultura viene spiegato per la prima volta dagli scienziati australiani Bill Mollison e David Holgrem nei Trattati Permaculture 1 e Permaculture 2 pubblicati rispettivamente nel 1978 e 1979. All’epoca la comunità scientifica si era ormai resa conto dell’impatto negativo che la società industriale stava arrecando alle risorse ambientali, con la conseguente diminuzione delle risorse energetiche, la riduzione del benessere della popolazione e la riduzione della biodiversità. Il contributo apportato dall’opera di Mollison e Holgrem alla letteratura scientifica riguardante l’implementazione di soluzioni al problema del depauperamento delle risorse naturali si distingue dagli altri contributi coevi in quanto realizza un approccio olistico al problema, che non si limita alla descrizione di metodi agricoli alternativi ma si allarga alla proposta di una fusione di funzioni tipiche dell’insediamento umano, come la costruzione di edifici, pianificazione del sito, gestione delle acque e dell’energia e gestione della comunità, con la coltivazione di piante per cibo e attività che comportano l’utilizzazione di materie prime. Da qui l’approccio integrato tipico della Permacultura.

Permacultura dalla teoria alla pratica

L’etica alla base della Permacultura si basa su tre principi:

  1. Cura della terra
  2. Cura delle persone
  3. Limitare il nostro consumo alle nostre necessità per condividere in maniera equa e solidale le risorse della terra

Passando dai principi teorici alla progettazione di spazi, Holgrem ha sintetizzato i principi alla base della Permacultura in dodici punti:

  1. Osserva e interagisci
  2. Raccogli e conserva l’energia
  3. Assicurati un raccolto
  4. Applica l’autoregolazione e accetta il feedback
  5. Usa e valorizza risorse e servizi rinnovabili
  6. Non produrre rifiuti
  7. Progetta dal modello al dettaglio
  8. Integra invece di separare
  9. Piccolo e lento è più bello
  10. Usa e valorizza le diversità
  11. Usa e valorizza il margine
  12. Reagisci ai cambiamenti e usali in modo creativo
Accademia Italiana di Permacultura

L’Accademia Italiana di Permacultura è un’associazione che senza scopo di lucro intende favorire la diffusione della Permacultura in Italia offrendo corsi di “Progettazione in Permacultura”, lavorando in collegamento con altri Associazioni ed esperti di Permacultura nel mondo e realizzando eventi divulgativi anche presso altre Istituzioni.

Ogni 6 mesi l’Accademia organizza, in località diverse, gli incontri fra insegnanti, apprendisti e simpatizzanti, chiamati “Plenarie”, per scambiare esperienze ed idee, per approfondire i temi della progettazione in permacultura sotto la supervisione reciproca e degli insegnanti, per presentare il proprio percorso di Apprendimento Attivo.

L’Apprendimento Attivo è il percorso che porta al Diploma di Progettazione in Permacultura. Il percorso formativo, che consente di unire teoria e pratica, segue il seguente andamento ciclico: fare > osservare > pensare > progettare > fare …

Il percorso di Apprendimento Attivo ha una durata minima di 2 anni e durante questo percorso il candidato prepara un progetto che dimostri la sua capacità di applicare l’etica e i principi di Permacultura in modo completo ed esaustivo e che dimostri l’assimilazione delle competenze utilizzando una serie di metodi di progettazione, strumenti e abilità.

Per informazioni sull’Apprendimento Attivo consultare il sito dell’Associazione Italiana di Permacultura: http://www.permacultura.it/ > Cosa fa l’Accademia > Diploma di Progettazione in Permacultura Applicata.

Il Luogo

Il Lago di Bolsena

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Il Lago di Bolsena costituisce un interessante polo di attrazione turistica, dove la varietà naturale si fonde con la ricchezza artistica e le testimonianze archeologiche.

Quinto lago italiano per estensione, il Lago occupa la caldera formatasi in seguito al crollo dell’apparato vulcanico Vulsinio e presto riempita dalle acque piovane.

Le acque del lago sono interessate da due fenomeni naturalistici di particolare interesse: variazioni improvvise del livello delle acque (simili alle maree ma a differenze di queste ultime non prevedibili) e onde anomale.

Molte le specie animali che popolano l’habitat del Lago; tra i pesci si annoverano l’Ottimo Coregone, il luccio, il persico reale, il persico trota, la carpa, la tinca, la scardola e il piccolo latterino. Politiche di protezione faunistica favoriscono anche una nutrita presenza di uccelli acquatici, spesso migratori.

Particolarmente ricca è anche la vegetazione del Lago. Lungo le coste si estendono boschi di querce che, man mano che si sale in altura, lasciano il posto a castagni e coltivazioni di viti, olivi e ortaggi.

La ricchezza naturalistica e paesaggistica e il clima mite della zona hanno da sempre favorito la pratica di sport all’aria aperta, come il trekking, la mountain bike, la barca a vela, la canoa, la pesca sportiva, la vela, il parapendio etc.

Gli amanti della camminate in altura potranno addentrarsi nella memoria storica di questa parte d’Italia, percorrendo il sentiero della medievale via Francigena o sulle orme dei Briganti sull’omonimo sentiero.

Bolsena e dintorni

Il mite microclima caratteristico del Lago, con inverni meno rigidi e estati meno afose rispetto all’entroterra, ha da sempre favorito l’insediamento umano tanto che lungo il perimetro del Lago si affacciano numerosi centri abitati.

Primo tra tutti, la cittadina da cui il lago prende il nome: Bolsena. Già fondata dagli Etruschi ed espugnata dai Romani nel 264 a. C., ha mantenuto intatto il suo pittoresco impianto di borgo medievale. Sulle colline vicine i boschi di querce,castagni e carpini fanno da sfondo alle necropoli etrusche. Lungo la costa sono presenti numerosi ristoranti dove si possono degustare piatti tipici e vini laziali.

Imperdibile appuntamento bolsenese sono le celebrazioni in onore di Santa Cristina, che cadono il 23 luglio di ogni anno. I bolsenesi, vestiti con costumi dell’epoca romana, commemorano la Santa attraverso “i Misteri”, rappresentazioni sceniche con cui si rievocano, in una decina di quadri plastici su occasionali palchi nel centro storico, i martiri cui fu sottoposta la giovane Cristina.

Gemma del Lago di Bolsena è Capodimonte, situata su un pittoresco promontorio che si protende dalla parte sud-occidentale del Lago.

Nel corso del Cinquecento Capodimonte è stata dimora dei Farnese, che diedero la propria impronta al borgo facendo erigere l’imponente mole ottagonale, la Collegiata di Santa Maria Assunta e il Palazzo Borghese.

La parte nuova del paese si è sviluppata lungo il Lago, dove i platani secolari fanno ombra ai bagnanti estivi. Fa parte del territorio comunale anche l’isola Bisentina, raggiungibile dal porto del paese attraverso un efficiente sistema di motoscafi. Il porto di Capodimonte è attrezzato anche per le barche a vela e a motore.

Principale porto sul lago di Bolsena è Marta, caratteristico villaggio di pescatori situato sul colle dell’Orologio. Da non perdere all’interno del nucleo originario del paese la Torre dell’Orologio e il Santuario della Madonna del Monte. Anche Marta dispone di un piccolo porto, che costituisce punto di partenza per escursioni verso le isole e la pratica di sport acquatici.

Chiude il Lago di Bolsena sul lato sud- orientale Montefiascone, che si erge sulla cima del più alto dei Monti Volsini.

Cultura e arte

Al pari della natura, le testimonianze del passato costituiscono un’importante componente degli itinerari green del lungolago.

Bolsena conserva interessanti vestigia del suo passato Etrusco-Romano, quali la cinta muraria e l’anfiteatro del Mercatello. Dalla Basilica di Santa Cristina è possibile accedere alle sottostanti Catacombe, tipico esempio di architettura ipogea paleocristiana con rimaneggiamenti medievali che conserva pregevoli opere di pittura locale rinascimentale. All’interno della Rocca Monaldeschi della Cervara, il Museo Territoriale del Lago di Bolsena ospita un interessante percorso espositivo che illustra la storia del luogo dalle origini geologiche del territorio al periodo etrusco-romano e medievale fino alle più recenti manifestazioni della cultura locale.

La vicina Montefiascone ospita il Museo “Antonio da Sangallo”, vero e proprio centro studi e di documentazione sul celebre architetto rinascimentale e presenta plastici di opere da lui compiute nell’Alto Lazio e nel territorio farnesiano.

All’interno della Rocca Farnese di Valentano si trova il Museo Archeologico della Preistoria dell’Alta Tuscia, con due sezioni, una dedicata ai reperti rinvenuti nell’Alta Tuscia e databili tra il Paleolitico Inferiore e la prima Età del Ferro, e l’altra riservata al periodo medievale e rinascimentale di Valentano.

Per gli appassionati di storia del costume si segnala la presenza del Museo di Storia del Costume Farnesiano a Gradoli. Qui è raccolta una collezione di abiti ed accessori che delinea la storia della moda nella Tuscia tra il XV e il XVII secolo, insieme ad una collezione di armi e armature che completano il percorso espositivo articolato in senso cronologico. Si tratta di una serie di costumi realizzati guardando ai modelli cinquecenteschi dipinti dagli affreschi del Palazzo Farnese di Caprarola. Infine una ricca esposizione di accessori (biancheria, gioielli, guanti, ventagli, etc…) completa il percorso espositivo.

Itinerari archeologici

L’avvicendarsi di popolazioni fin dall’antichità è all’origine della ricchezza delle testimonianze archeologiche dell’area.

  • Di particolare interesse è la Necropoli di Poggio Pesce- Battaglini, una collinetta situata a pochi metri dal centro abitato di Bolsena. Sul suo territorio è presente una necropoli rupestre con tombe scavate nella roccia tufacea, di tipo a camera precedute da lunghi dromoi, databili tra il VII e il II secolo a.C.

Il sito archeologico si trova immerso in un giardino privato che il Gruppo Archeologico Velzna sta rivalutando anche dal punto di vista naturalistico con la messa a dimora di varie specie di rose botaniche per creare un parco archeologico-naturalistico aperto al pubblico. Inoltre il G.A. Velzna metterà l’area di Poggio Pesce-Battaglini a disposizione del Festival della Permacultura nel settembre 2016.

Per le visite alla Necropoli di Poggio Pesce-Battaglini rivolgersi alla segreteria del G.A.Velzna – Tel. 333.2825533 .

  • Sempre nel centro abitato di Bolsena, nei pressi del quartiere Castello si trova l’area archeologica di Poggio Moscini. Essa ospita i resti della nuova città di Volsinii, fondata nel 264 a. C. da superstiti scampati alla distruzione della Volsinii etrusca (Orvieto). Le campagne di scavo condotte dalla scuola Francese di Archeologia di Roma tra il 1946 e il 1986 hanno riportato alla luce il Foro di età Flavia, la Basilica Civile poi trasformata in Basilica Cristiana, numerose botteghe databili tra l’epoca repubblicana e il Tardo Impero, sepolture di epoca cristiana e due domus, la Casa del Ninfeo e la Casa delle Pitture.

Ingresso libero. Orario estivo (dal 1 marzo al 31 ottobre): martedì e giovedì 14,00-19,30; mercoledì, venerdì e sabato 8,00-13,30; prima e terza domenica del mese 8,00-13,30.

Liberamente accessibile è l’Anfiteatro romano situato in località Mercatello. Costruito in epoca repubblicana, viene ampiamente ristrutturato durante l’età Flavia (i.e. seconda metà del I secolo d.C.) che corrisponde al periodo di massimo splendore per Volsinii. Dell’edificio sono visibili l’ambulacro esterno, i pilastri interni, la grande cavea circolare. L’edificio, che si sviluppava su almeno due livelli di arcate, ha subito diversi rifacimenti e numerosissime spoliazioni durante i secoli, fino alla quasi totale distruzione odierna.

Come arrivare a Bolsena

Isn't it awesome?

In Aereo

Bolsena si trova in una posizione strategica, collegata ai principali scali nazionali.
Gli aeroporti più vicini sono:

In Auto

Se raggiungi Bolsena in auto, puoi percorrere l’autostrada oppure delle strade statali.

  • Per chi proviene da Nord: percorrere l’Autostrada del Sole (A1), uscire al casello di Orvieto e proseguire lungo la strada Umbro-casentinese per 24 km
  • Per chi proviene da Sud: percorrere l’Autostrada del Sole (A1), uscire al casello di Orte, superstrada per Viterbo, poi S.S Cassia direzione Siena (Km 30 + 30)
  • Per chi percorre la Cassia: a 112 km sia da Roma sia da Siena
  • Per chi percorre l’Aurelia: uscire a Montalto di Castro, proseguire direzione Canino – Valentano

In Treno

Bolsena non dispone di una stazione ferroviaria ma è collegata a scali ferroviari vicini tramite autobus. Gli scali ferroviari più vicini sono:

  • Stazione di Orvieto a km 24
  • Stazione di Montefiascone- Zepponami a km 16
  • Stazione di Viterbo a km 30

Per informazioni sugli orari dei treni  visita il sito delle Ferrovie dello Stato – www.trenitalia.com

Per informazioni sugli orari degli autobus visita i seguenti siti:
www.umbriamobilita.it – per i collegamenti dalla stazione di Orvieto
n. verde: 800512141 – Tel: 075 50 67 81
www.cotralspa.it – per i collegamenti dalle stazioni di Montefiascone-Zepponami e Viterbo
Tel: 800174471 – 0761/251572

In Autobus

La città di Bolsena è ben collegata con la rete regionale COTRAL – www.cotralspa.it
Da tutte le località  si raggiunge Bolsena con corse dirette o con cambio.

  • Da Roma: partenza da Saxa Rubra con cambio a Viterbo – n. verde 800174471 – 0761 251262 – www.cotralspa.it
  • Da Orvieto: partenza da piazza Cahen e Piazzale FFSS Orvieto Scalo –  n. verde 800512141 – www.umbriamobilita.it

In Nave

Il porto di Civitavecchia si trova a 85 km.
Se si viaggia in auto il percorso consigliato da Civitavecchia è percorrere la SS1 Aurelia direzione Grosseto, la SS675 direzione Viterbo, la SS2 Cassia direzione Siena.

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